Road to PauperGeddon by Roberto Francini

Ogni giocatore può raccontare molte storie e molti aneddoti, oggi vi racconterò cosa rappresenta per me il Pauper.

Tutto ebbe inizio nel freddo inverno del 2013 quando un negozietto a Prato stava promuovendo il formato: passai per caso e vidi alcuni ragazzi giocare con solo carte comuni, chiesi informazioni e appena tornai a casa montai un mazzo monoG con alcune carte a caso che avevo nei quadernoni.

La sera dopo andai al torneo, incredibilmente vinsi qualche partita e rimasi folgorato dalla bellezza di poter giocare il vero Affinity con le terre artefatto e la possibilità di poter montare un mazzo con pochi euro.

Dopo il primo torneo pauper andai a lavorare in Inghilterra con la speranza di poter fare carriera; dopo poco tempo le speranze si trasformarono in incubi, ogni piccolo passo della carriera corrispondeva a un numero maggiore di incubi e a una profonda depressione. Una sera per caso iniziai a vedere i video della Lega Pauper Italia e lessi del Paupergeddon 2015 con 40 giocatori tutti contenti di poter giocare con solo carte comuni; dopo aver visto un altro video della Lega Pauper sognai di tornare in Italia, lasciar perdere tutto in Inghilterra provando ad essere felice.

Myr Enforcer – Greg Staples

Il primo paupergeddon è stato molto importante per me, mi ha fatto capire che le persone se vogliono fare qualcosa devono provarci, se la cosa non va pazienza proverà a fare qualcos’altro, per la community di magic è stato un momento importantissimo, le carte comuni snobbate iniziavano ad essere usate per far divertire le persone.

Tornato permanentemente a casa gli incubi sparirono insieme alla depressione, iniziai a giocare Pauper cercando un mazzo con il quale divertirmi e partecipare al secondo Paupergeddon. Iniziai a guardare un po’ di quadernoni, ricordandomi del torneo del 2013 montai il mazzo più bello che abbia mai giocato dal 2003. I primi torneini che giocai Affinity feci solo 0-2 o 0-3, convinto delle potenzialità del mazzo continuai a giocarlo e migliorarlo torneo dopo torneo, ogni partita persa Atog mi guardava e mi diceva:

“Noi siamo uguali: non siamo belli, non abbiamo fortuna; ma non mi arrenderò mai, tu fai altrettanto.”

Seat of the Synod – John Avon

Il mio impegno è stato ripagato dall’Atog che con sapienza e sangue freddo è riuscito a guidare molto bene i robottini verso molte vittorie.

Pros del Pauper:

  • I giocatori conviti che sia un formato noioso e poco competitivo si stanno avvicinando al pauper, innamorandosi piano piano delle carte comuni.
  • Il numero di partecipanti ai paupergeddon è aumentato attirando anche giocatori scettici verso il formato o persone interessate solo ai grandi premi.
  • La comunità pauper è molto tranquilla, ad ogni torneo c’è un atmosfera rilassata, un arbitro ad un torneo importante disse che questo era un formato bellissimo, i giocatori ridono e non si odiano.

Alla fine di questo articolo voglio consigliarvi come divertirvi il 24 giugno, passate la serata insieme ai ragazzi che giocano pauper, prendete le vostre figurine preferite e giocate il mazzo che vi fa divertire, un po’ di allenamento vi farà ottenere ottimi risultati con qualsiasi mazzo.

Roberto

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