MTG Arena mi ha soffiato la ragazza by Giovanni Postorino

Salve a tutti amici di Magic Titans, bando alle ciance, è decisamente arrivato il momento di parlare di Magic Arena! Ultimamente sono rimasto molto colpito dagli articoli di Brian Braun-Duin (potete leggere uno dei più bei articoli di sempre a mio modesto avviso qui) che recentemente ha deciso di seguire la corrente ed installare MTG Arena. Il risultato per lui è decisamente positivo e potete leggere il suo responso qui. In questo articolo voglio condividere con voi quelle che sono le mie prime impressioni sul nuovo prodotto digitale di Wizard of the Coast.

Premessa: non sono un utente della Closed, vi parlo quindi dalla prospettiva del tipico utente che ha scaricato il gioco dopo aver visto la pubblicità in uno streaming o nel retro dei Token al pre-release di Ravnica.

I motivi che mi hanno portato a scaricare e infine a scrivere di Arena sono vari e qui li elenco in ordine crescente di importanza:

  • La Wizard sta spingendo il gioco nel mercato abbastanza aggressivamente, specialmente dall’apertura della beta, con promozioni e bonus per gli utenti.
  • Vari pro (tra cui BBD, Jeff Hoogland, ma anche Hall of Famers del calibro di Ben Stark) hanno già rilasciato contenuti video o articoli riferiti ad Arena. Questo non può che ufficializzare l’importanza del gioco.
  • La gran parte dei miei amici hanno provato il gioco e la quasi totalità di essi ha un giudizio quantomeno da sufficienza.
  • Niccolò Peccetti ha dichiarato di voler disinstallare il gioco ma, a settimane circa dall’affermazione, è probabilmente il più assiduo giocatore della combriccola.
  • MTG Arena mi ha soffiato la ragazza.

Vorrei sottolineare che l’entusiasmo mostratomi da amici e conoscenti è di prioritaria importanza nelle mie considerazioni rispetto al parere dei pro per una semplice ragione: MTG Arena è un gioco “per il popolo”. Capisco lo scetticismo espresso dalla nicchia elitaria dei giocatori più noti in quanto essi sono coloro che da sempre giocano su MTG Online e non hanno grandi incentivi o traggono particolari vantaggi dalla nuova piattaforma di gioco. Inoltre, Arena è da subito stato annotato come la copia (soggettivamente bella o brutta) del celeberrimo Hearthstone, gioco globalmente riconosciuto avere un inferiore livello di complessità rispetto l’antenato Magic: the Gathering. Questo preconcetto ha portato gran parte dei pro (o sedicenti pro) a snobbare la piattaforma, specialmente in età embrionale. Al momento però vorrei concentrarmi sulla voce del popolo, ovvero della grande maggioranza dei giocatori che poco pensano al competitivo e molto di più si concentrano sul divertimento e sul concetto di “gioco per giocare”.

Un’altra informazione che vale la pena far notare è che la crescita di Magic Arena è cominciata da mesi, ma ritengo stia subendo un’impennata consistente dall’uscita dell’espansione Guilds of Ravnica. Da qualche settimana ormai sto seguendo quasi giornalmente l’andamento delle visualizzazioni su Twitch inerenti a Magic, senza purtroppo tenerne traccia scritta. Ho però riscontrato, per la sorpresa di nessuno, un incremento della media di visualizzazioni per il gioco, e un più consistente numero di utenti capaci di sostenere tra gli 800 e i 1200 spettatori per la durata dello streaming. Per confronto, basti pensare che prima dell’estate gli unici utenti capaci di tali portate erano Jeff Hoogland e Jim Davis e che in assenza loro gli streamers più seguiti potevano vantare solo poche centinaia di spettatori. Per intenderci, yellowhat (a.k.a. Gabriell Nassif, membro della Hall of Fame) credo registrasse di media non più di 450 spettatori. Numeri ridicoli se comparati ad altri giochi, Hearthstone stesso ad esempio. Ovviamente questi numeri sono riferiti a giornate infrasettimanali e in assenza di tornei di grande portata. Quello che più mi sorprende del fenomeno è però che gli utenti più seguiti non sono i soliti (pochi) noti, ma giocatori di cui personalmente non avevo mai sentito parlare prima. Inoltre il gioco sembra stia attirando anche noti streamer diventati famosi per altre attività. Un esempio è il giocatore italiano di Hearthstone, Bloor, che può essere trovato saltuariamente giocare a Magic Arena durante i suoi streaming.

La semplicità di accesso del gioco lo rende particolarmente “user friendly” ma soprattutto “new user friendly”, caratteristica estremamente importante per una piattaforma ideata per l’espansione del gioco a un pubblico più vasto. Tutto ciò che serve per poter giocare è una connessione internet e un qualsiasi computer non troppo obsoleto (per le specifiche esatte consultate https://magic.wizards.com/en/mtgarena). Nessun costo di iscrizione iniziale, come invece richiesto su MTG Online. All’accesso avrete un breve tutorial, giusto in caso sia veramente la prima partita di Magic che giocate, e una collezione di 5 mazzi base (uno per colore). Questo kit di partenza risulta a mio avviso molto efficace per divertire l’utente già dalla prima partita, dando la possibilità di sperimentare vari mazzi e capire le proprie preferenze. Chiaramente se non siete interessati a tutto ciò nessuno vi vieta di comprare una grossa somma di buste per formare la vostra collezione di carte e partire col gioco competitivo sin da subito. Ciò che non potete fare è comprare direttamente le carte specifiche, come avviene su MTGO. Il sistema implementato da Arena per accedere direttamente alle carte è un metodo di premio per ogni bustina aperta. Un contatore tiene traccia di ogni bustina aperta e dopo un certo numero di buste verrete ricompensati con una “Wild Card”, ovvero una carta che potrete trasformare in una qualsiasi carta di pari rarità. Questo è un metodo molto interessante per far spendere soldi sul prodotto, considerando che il modello di MTGO ha generato un mercato collaterale che ritengo faccia perdere ingenti somme alla casa madre. Ma non sono di sicuro la persona corretta per spiegare l’economia del gioco, per un idea più precisa potete consultare vari articoli online come questo.

Ritornando al discorso principale, ciò che a mio avviso sta attraendo giocatori vecchi e nuovi su Magic Arena è essenzialmente la possibilità di giocare gratuitamente al gioco di carte collezionabili più bello e longevo al mondo. Livellare il proprio mazzo ricevendo giornalmente ricompense è un ottimo passatempo per qualsiasi gamer, a prescindere dal livello di gioco. In tutto ciò c’è da aggiungere una ottima componente grafica e di “effetti speciali” che rendono il gioco divertente per chi ne è già un esperto, ma soprattutto affascinante per le nuove generazioni abituate a ben altro rispetto le proxy scritte a penna giocate sul tavolino di casa.

Vorrei ora passare a un più dettagliato esame delle modalità di gioco offerte dalla piattaforma per cercare di capire quale sia la strategia più confacente al vostro scopo. Nel seguito assumerò quindi che il vostro obbiettivo sia uno tra i seguenti:

  • Gioco totalmente casual;
  • Allenamento per partite e tornei casual (limited e/o costruito);
  • Allenamento competitivo (limited e/o costruito).

(Per chiarezza, mi riferirò a un giocatore casual come colui che gioca su Arena ma non necessariamente in altri formati, senza quindi particolari secondi fini.)

La prima modalità proposta dal gioco è la cosiddetta “ladder”. Questa consiste in una serie potenzialmente infinita e totalmente gratuita di partite Best of 1 (Bo1) in cui il risultato delle singole contribuirà all’assegnazione di un punteggio che ci farà retrocedere o progredire in una scala di Livelli (Tier). Questa stessa credo sia stata presente nella versione competitiva (Bo3) nelle stesse modalità, ma ovviamente il gioco è ancora in continuo cambiamento e la modalità base rimane la Bo1. In questa modalità potrete sbloccare senza troppi sforzi tutti i contenuti gratuiti offerti dal gioco e completare le missioni giornaliere e settimanali, a prescindere dalla vostra percentuale di vittorie. Il primo aspetto positivo di questo tipo di gioco è la velocità con la quale è possibile affrontare le partite. È inoltre sorprendente la quantità di mazzi simil-seri che si trovano anche ai livelli più bassi. Questo è probabilmente dovuto alle numerose carte valide assegnate dai mazzi tematici gratuiti. Già dal livello Bronzo Tier1 si possono trovare mazzi competitivi come UR drakes, Jeskai Control, GB Midrange. Questa modalità, a mio modesto avviso, è altamente indicata per chiunque voglia giocare in maniera del tutto casual e non troppo interessata agli aspetti più profondi del gioco. Per quanto ogni singola partita possa essere giocata al 100% come una vera partita di Magic, ci sono molti aspetti che alla lunga non danno giustizia alla complessità del gioco. Innanzitutto la sideboard, e quindi il secondo e terzo game, sono una parte essenziale e fondamentale del gioco. A meno di particolari formati (come Commander), qualsiasi partita “ufficiale” di Magic si voglia giocare, a qualsiasi livello di competitività, sarà giocata al meglio delle tre sfide (Bo3). La sideboard è quindi uno strumento importante ed è fondamentale imparare a costruirla ed utilizzarla.

La ladder preclude quindi un corretto allenamento per chi volesse esercitarsi per tornei a qualsiasi livello di competitività; si potrebbe comunquein quanto giocando in ladder si possa avere una idea dei match-up, almeno per quanto concerne il primo. Questo risulta vero solo in primissima approssimazione in quanto, come già detto, i tipi di mazzi tendono ad essere abbastanza competitivi sin dai primi livelli e questo implica che prevedano l’impiego in un formato senza side. È difatti molto comune trovare carte usualmente relegate alla sideboard in una partita Bo1, il che rende meno verosimile il test.

Il secondo motivo per il quale queste partite non sono attendibili per il test di un deck sul lungo periodo è la selezione delle mani. Come spiegato in una delle frasi spiegazione durante il caricamento delle partite, la selezione delle mani avviene tra due possibili mani di partenza, scegliendo quella con il numero di terre più vicina alla media prevista. Questo significa che le mani di partenza risulteranno automaticamente migliori di media, sporcando il campione di test. Per ulteriori approfondimenti potete leggere questo accurato articolo di Zvi Mowshowitz. In sunto, ladder è la modalità perfetta per giocare partite del tutto fini a se stesse o per svolgere le missioni senza troppo impegno mentre si guarda un film.

La modalità adatta per chi vuole invece approfondire la propria conoscenza dello Standard e giocare il formato per come previsto dal gioco competitivo è il “Competitive Constructed”. Questo torneo è l’analogo di una lega competitiva su MTGO, consistendo infatti di una serie di partite che termina al raggiungimento di 2 sconfitte o 5 vittorie. La modalità delle partite è chiaramente Bo3 (per giocare Bo1 bisogna iscriversi ad un evento Constructed) il che rende questi eventi delle ottime occasioni per provare un qualsiasi mazzo competitivo o una brew che magari si pensa di giocare a qualche evento futuro. La tassa di iscrizione (1000 oro) è tale che sia possibile giocare almeno una lega al giorno, dando a chiunque la possibilità di usufruire degli eventi e incentivando l’interesse nella costruzione di mazzi competitivi (e vendere quindi bustine). Tale tassa rende anche il gioco più sensato, togliendo la componente di abbandono della partita da parte dell’avversario che perderebbe parte dell’iscrizione, a differenza della ladder dove i ragequit sono fin troppo frequenti. Personalmente devo ammettere di aver giocato non più di due di queste leghe, con pessimi risultati, non possedendo attualmente un deck sufficientemente competitivo. Parlo quindi per sentito dire e basandomi su streaming e video visti in rete nel dire che non ritengo ancora sia possibile basare la preparazione di un evento di primaria importanza (GP, PTQ) sui dati ricavati dal test in questo ambiente di gioco: per quanto le partite rispecchino completamente la scena competitiva, l’abilità media degli avversari è generalmente di qualche livello inferiore a quella che si trova a un evento di maggior calibro e questo può inficiare di parecchi punti la propria percentuale di vittoria.

L’ultimo formato del quale voglio discutere è invece il Limited (competitivo e non). Attualmente gli unici eventi affrontabili sono Draft (Bo1) di Dominaria o Competitive Draft di Ravnica (Bo3), ma dopo il Release di Ravnica era disponibile anche Sealed e spero lo risarà presto.

Come ormai ben noto, tali eventi sono ben diversi dai loro analoghi su Magic Online, in quanto il Draft viene affrontato contro sette bot (AI) e non contro altri utenti del gioco. Questo rende il processo di draft particolarmente diverso da come avverrebbe in un evento di gioco ufficiale e quindi ritengo che i risultati di un draft su Arena siano intrinsecamente non accurati. Sconsiglio quindi vivamente di basare il proprio esercizio di draft esclusivamente su Arena. Precisato ciò, c’è da dire che queste intelligenze artificiali non draftano in maniera del tutto casuale ovviamente e non è quindi detto che il pool di carte ottenuto da un draft su Arena sia totalmente diverso da quello che si otterrebbe ad un vero tavolo di gioco, specialmente se il livello dei giocatori non è particolarmente elevato.

Ipotizzando quindi di avere una collezione di carte approssimativamente vicina a una “reale”, la componente del gioco in sé è del tutto analoga a delle normali partite di limited. Essendo il limited un formato meno influenzato da interazioni particolari per le quali è necessario avere un totale controllo delle fasi e delle priorità, il gioco risulta molto più fluido e piacevole rispetto a Magic Online e il numero di partite aumenta quindi significativamente. L’unico appunto che mi preme di fare su questo è che molte volte risulta fin troppo chiaro se l’avversario ha in mano un trick da combattimento o una rimozione a fine turno, tutte informazioni sfruttabili a nostro vantaggio e che dobbiamo stare attenti a non dare a nostra volta. Seppur quindi influenzato da un intrinseco fattore di astrazione dalla realtà, il limited su Magic Arena permette di avere più dati a propria disposizione nello stesso intervallo di tempo. Inoltre, c’è da dire che la sideboard risulta per motivi pratici molto meno influente in limited che in costruito. I match Bo1 acquisiscono quindi maggior valore nel nostro processo di testing e questo è incredibilmente positivo in quanto gli eventi limited non competitivi sono l’unico modo di convertire l’oro accumulato con le missioni in gemme spendibili per altri eventi e buste.

In aggiunta a questo fattore, il metodo di selezione delle mani già menzionato per i match Bo1 risulta essere meno influente sulla partita e sulla costruzione del mazzo in quanto il numero di terre è generalmente molto meno variabile che in costruito e quindi le mani iniziali sono sempre meno un’astrazione del programma (che deve però essere comunque considerata). Personalmente sto sfruttando massivamente gli eventi limited su Magic Arena e devo ammettere di trovarli molto stimolanti dal punto di vista di gioco e divertenti. Anche il cercare di capire il ragionamento delle macchine virtuali non è ovviamente un processo banale ed è probabilmente un buon allenamento. E poi sono molto grato a queste entità generose che giusto ieri mi hanno passato un Teferi, Hero of Dominaria in seconda busta.

Concludo quindi questa breve ma spero efficace descrizione del nuovo prodotto Wizard of the Coast lasciando a voi una domanda: cosa pensate di Magic Arena? Rispondete in maniera costruttiva nei commenti se volete condividere la vostra esperienza di gioco. Spero dal mio canto di poter condividere con voi qualche contenuto video in futuro, magari quando imparerò a giocare. Di certo il tempo non mi manca, considerato che Magic Arena mi ha soffiato la ragazza!

Giovanni

2 pensieri riguardo “MTG Arena mi ha soffiato la ragazza by Giovanni Postorino

  • 14 Giugno 2019 in 17:25
    Permalink

    Inoltre, ho letto che Magic Online riproduce il gioco cartaceo. Lo stesso vale per Magic Arena?

    Risposta

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