Il giorno zero del [Pauper]

Salve a tutti, amici di Magic Titans! Anche oggi vi parlerò di Pauper, e lo farò riprendendo il punto dal quale avevo interrotto il mio primo (ed ultimo) articolo (ndr. lo trovate qui): la speranza che la Wizards potesse ricredersi sulla scelta di non bannare nulla dal formato prima del Paupergeddon. Come tutti saprete già benissimo, sono stato accontentato. Ma, spoiler, non sono per nulla contento.

Battute a parte, nell’articolo precedente sullo stato del Pauper ho spiegato le ragioni per le quali pensavo che bannare qualsiasi cosa diversa da Ephemerate fosse sbagliato, e soprattutto quelle per le quali fosse giusto bannare quest’ultima carta. La Wizards ha deciso di bannare Arcum’s Astrolabe, lasciando a piede libero il fortissimo blink a costo 1, e questo ci riporta indietro di 4 mesi: è ragionevole aspettarsi, infatti, un meta piuttosto simile alla data antecedente l’uscita di Modern Horizons, se non con qualche piccola differenza.

Innanzitutto, esiste Ephemerate, e questo porta a due conseguenze: la prima è che l’archetipo che ha gli strumenti e le possibilità di abusarne naturalmente, e cioè Flicker Tron, sarà considerevolmente più forte di quanto non fosse nel meta citato, dove già rivestiva il ruolo di mazzo più performante. Nel periodo di cui si sta parlando, infatti, c’era un’abbondanza di Boros Monarch ed UR Skred su tutti e, proprio per questa ragione, le liste di Tron iniziarono ad apparire in numero sempre maggiore, avendo terreno fertile.

La seconda (eventuale) conseguenza, potrebbe essere la nascita di un archetipo che si ponga nel meta come erede naturale di Jeskai Skred e come Matchup negativo per Tron: una lista del genere, probabilmente a base UW, cercherebbe di sfruttare le combo Mulldrifter+Ephemerate ed Archeomancer+Ephemerate, superando in valore ogni altro Midrange e cercando di battere Tron con un congruo numero di counter. Un archetipo del genere, me ne rendo conto, vedrebbe non pochi problemi in ogni matchup aggressivo, dovuti prevalentemente all’impossibilità di giocare rimozioni efficienti nei suoi colori, a differenza di Jeskai, che poteva permettersi il rosso. Concludo questo breve paragrafo speculativo sperando che deckbuilder migliori di me riescano a mettere su una lista giocabile, in quanto credo che la salute del formato sia fortemente a rischio.

In sintesi: tolto l’impatto (a mio avviso positivo) che aveva avuto Arcum’s Astrolabe sul meta del pauper, Modern Horizons sembra portare solo problemi al formato, andando a potenziare selvaggiamente l’archetipo già più performante, con l’unica eccezione del ritorno di Mono Green Stompy: il mazzo beneficia sicuramente dell’ottima Savage Swipe, ma è improbabile che godrà di ottima salute nel meta che si intravede all’orizzonte; nello specifico, mazzi come Stompy hanno storicamente difficoltà ad arginare l’efficienza della meccanica Monarch, ed esso ha un matchup orribile contro Tron e tutti i suoi Fog Effect. A mio avviso, sarà presto necessario un ulteriore intervento sulla banlist del formato, che dovrà riguardare uno dei due Blink Effect più giocati: Ephemerate o Ghostly Flicker.

Un altro punto importante relativo al ban, andando oltre l’impostazione del discorso relativa al metagame, è la rinnovata (in)giocabilità del formato: Arcum’s Astrolabe aveva finalmente dato al Pauper ciò di cui aveva bisogno, e cioè la possibilità di giocare con delle manabase decenti. Andando oltre Jeskai, sono diverse le liste vecchie e consolidate che erano riuscite a darsi un nuovo tono con l’artefatto: basta pensare a Snow Tron, mazzo in perfetto equilibrio con il meta, ma nettamente più ‘pulito’ e meno macchinoso; Snow Aura, una versione estremamente elegante di Bogles, non più così estremamente dipendente dal Mulligan; Esper Familiars, il mazzo combo che è sempre mancato al formato, diventato in grado di giocare il nero, più famigli e reaping the graves, durato un mese circa. Personalmente, non riesco a credere che qualcuno sia davvero felice di tornare a giocare con le Gainland e con le Bounceland, o, almeno, non credo che sia davvero possibile divertirsi di più, o come prima, giocando Pauper. Certo, si sta parlando di una carta presente in davvero tantissimi mazzi, poco meno del 50% del field medio, ma che non monopolizzava il formato in maniera tossica, bensì costruttiva: ogni mazzo che lo usava aveva una propria strategia per vincere, ed Astrolabio la rendeva solo più efficace.

Le spiegazioni date dalla Wizards per giustificare la scelta, poi, sono quantomeno poco approfondite: sostanzialmente, tutta la colpa si fa ricadere su Jeskai, sulla sua eccessiva popolarità e sul suo winrate leggermente troppo alto. Tutto vero, ma perché colpire Arcum’s Astrolabe e non Ephemerate? Avendo già discusso abbondantemente questo tema nell’articolo precedente, lascio ai posteri l’ardua sentenza.

La domanda che mi sono posto subito dopo aver letto l’annuncio del ban è stata: ‘Fantastico, ed ora che succederà al Paupergeddon?’

Non è facile rispondere; analizzando il meta dell’ultimo Paupergeddon, quello di Pisa, ci si rende facilmente conto delle scelte operate: un 60% era composto da mazzi Tier 1/Tier 2, mentre il restante 40% erano mazzi reali, ma poco efficaci in quel meta, o mazzi completamente home made.  Mi aspetto che tale equilibrio vada a scomporsi leggermente, data la situazione, in favore dei mazzi più amati dai giocatori, dato che è plausibile aspettarsi l’assenza di un meta poco definito per il 3 Novembre. Storicamente, i mazzi più amati in Italia sembrano essere Mono Black Control, Boros Monarch, Affinity, Burn. A questi, andranno aggiunte svariate copie di Tron, mazzo che gode di una discreta base di players fedelissimi, e che sarà scelto anche da giocatori terzi, dato che sarà tra i più performanti. Anche UR Skred tornerà ad avere gioco, ma non è chiaro se il mazzo avrà già trovato una shell equilibrata per il giorno del torneo.

Chain Lightning – Christopher Moeller 

Una breve panoramica sugli archetipi elencati:

Tron è un mazzo che, in questo periodo, basa tutta la propria strategia sul lock di fog effect, sfruttando le Urza Lands per poter giocare carte molto forti mentre prende tempo. Ignora quasi completamente lo stato del board avversario, e si avvale dei lock di Mnemonic Wall + Flicker + Mulldrifter/Prophetic Prism/Stonehorn Dignitary/secondo Mnemonic Wall/Dinrova Horror per generare enorme vantaggio, far saltare svariate combat all’avversario, o resettare il suo board per poi chiudere. Tron ha ottimi matchup in ogni mazzo aggressivo che basi tutto il proprio piano sulla combat (Mono Green Stompy, Aura, Heroic), nei mazzi Control, come UB Teachings, e nei midrange, come Boros Monarch. Soffre, invece, i mazzi con diversi angoli di attacco, come Elfi o Red Deck Wins.

Boros Monarch è il mazzo Midrange per eccellenza, da sempre ottimo in chiave anti aggro, si avvale di un pacchetto creature in grado di generare molto valore riprendendo in mano artefatti che ci permettono di pescare una carta; tali creature, soprattutto Kor Skyfisher e Glint Hawk, hanno anche un decente potenziale di race, essendo volanti con forza 2 e costo basso. Il mazzo gioca anche 4 Lightning Bolt e 4 Galvanic Blast, per chiudere il game. Oltre al potente motore di pesca citato, c’è la meccanica che dà il nome al mazzo: Palace Sentinels è una carta che, quando entra in gioco, ci rende il Monarca: fino a quando non subisce danno da combattimento, il monarca pesca una carta all’inizio della sua End Step. Carte come Prismatic Strands e le svariate rimozioni rendono il gameplan nel Midgame finalizzato al mantenimento della corona. Oltre ai mazzi aggressivi, gestiti piuttosto bene, Boros Monarch è ostico per qualsiasi mazzo control diverso da Tron, dato che sottrarre il Monarca è spesso un’impresa impossibile, e tutto il gameplan di tali mazzi è basato sul valore.

UR Skred è un mazzo a metà tra midrange e control, a seconda di specifiche scelte effettuate nel montarlo; il mazzo si avvale di numerosi cantrip, counter e carte che danno vantaggio, oltre alle classiche rimozioni rosse. Il nome del mazzo è dovuto a Skred, tra le rimozioni più efficienti del formato. Il suo piano di attacco si basa sulle fate, creature economiche e versatili, che possono essere rigiocate sfruttando l’abilità Ninjutsu, con Ninja of the Deep Hours.

Affinity è un mazzo basato sull’affinità per gli artefatti: i primissimi turni di gioco, esso riesce a giocare un consistente numero di creature dal body spaventoso. Per il late game, il mazzo gioca diverse carte che ci permettono di pescare, su tutte Thoughtcast, e 4 Galvanic Blast, per rimuovere creature ostiche e per chiudere. In più, Atog+Fling ci dà un diverso angolo di attacco, per poter cogliere impreparati mazzi con un Fog Plan. Post side, esso gode anche di diversi counter, avendo accesso ad Hydroblast e a Pyroblast. Il punto debole di Affinity sta nell’elevata dipendenza dal Mulligan, oltre che nell’elevata quantità di hate che subisce dalle Sideboard: in un torneo come il Paupergeddon, scegliere sempre di giocare almeno 1 Gorilla Shaman in side, se il mazzo lo permette!

Burn non ha bisogno di presentazioni: in Pauper, come in ogni altro formato, il suo numero di creature è limitato, per lasciare spazio ad un consistente numero di spell che facciano danno diretto, a creature o al giocatore. Anche in questo caso, la principale debolezza del mazzo è l’hate di sideboard: Weather the Storm è una carta letale e legale in Pauper.

Mono Black Control non stato, ultimamente, un mazzo eccessivamente competitivo, ma è molto amato in Italia, e recentemente si sta vedendo un po’ più spesso anche fuori. Esso gioca sostanzialmente in curva e, in caso l’avversario non fosse in grado di interagire a sufficienza, punta a chiudere il game di Grey Merchant of Asphodel, o di Gurmag Angler. Contro i mazzi control in grado di generare più valore, esso si avvale di Thorne of the Black Rose, che abilita la già citata meccanica Monarch, ed è pieno di rimozioni per gestire efficacemente i mazzi più aggressivi.

Un aiuto a interpretare le possibili chiavi di lettura sullo stato del formato viene dal MCQ Pauper che si giocherà questo weekend: esso sarà il primo, grande evento senza Arcum’s Astrolabe, e la discussione finora tenuta sulle previsioni relative al Paupergeddon potrebbe esserne sia confermata, sia pesantemente invalidata.

Non ci resta che aspettare e, perché no, lavorare di fantasia per dare vita a qualcosa di nuovo, precedentemente soffocato dalla presenza di Jeskai! Per tutti i giocatori che vorrebbero un consiglio su che mazzo giocare al Paupergeddon di Roma, il mio punto di vista è il seguente: Tron sarà probabilmente la scelta più solida e performante, ma, rivolgendomi a giocatori indecisi e, quindi, presumibilmente nuovi del formato, sconsiglio questo particolare archetipo, essendo particolarmente macchinoso e complesso. Inoltre, anche se non fosse stato così, credo che la risposta giusta a questa domanda non cambierebbe: giocate con il mazzo con cui siete più bravi e con cui vi divertite di più!

L’articolo giunge al termine, ma sono piuttosto sicuro che ci ritroveremo presto a discutere nuovamente di Pauper, con la speranza di poterlo fare con toni più allegri!

Pietrangelo Manco

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