Finally PauperGeddon by Giovanni Postorino

L’evento più atteso dalla comunità pauper italiana è finalmente compiuto! Ovviamente non poteva mancare qualcosa a riguardo su Magictitans.it. Immagino che nelle prossime settimane leggeremo tutti ogni sorta di report, dal vincitore a chi è stato ben felice di continuare dopo due sconfitte iniziali, da colui che è riuscito nell’impresa di arrivare a premi con un’armata di tramutanti al seguito a chi invece, come me, è stato troppo poco convinto e si è fermato lungo la via. Molti di questi racconti, che leggo spesso con simpatia, cominciano giorni prima del torneo. Dal raduno in piazza con gli amici che non si vede da tempo passando per la classica mangiata. Alcuni finiscono con esultanza e lacrime di gioia, altri sottolineano la sonora sbronza presa con la congrega. Come ben sapete, il viaggio del team di Magic Titans è cominciato mesi addietro e ha cercato di coinvolgere tutti il più possibile.

Personalmente, uscito dal torneo dell’anno scorso con grande rimorso per aver sfiorato i premi (per rating) e a un pareggio dalla top, ero estremamente motivato per fare bene e anche meglio. Purtroppo, gli impegni mi hanno trattenuto dalla possibilità di testare intensivamente per come avrei dovuto, ma esattamente come un anno fa mi son comunque ritrovato a una settimana dal torneo con la coscienza di non poter giocare profittevolmente il deck con il quale mi ero preparato. Affinity, o almeno la versione da me provata, non risultava infatti per nulla positivo nel match-up più atteso della giornata ovvero Boros Monarch. A lungo ho pensato a come aggiustare la situazione ma con il poco tempo a disposizione non sono riuscito a trovare una lista che mi venisse congeniale e quindi ho optato per il classico cambio dell’ultimo minuto. Dopo la penultima tappa della lega pauper del Dungeon Street, all’ ennesima sconfitta di fila da Boros, mi sono fatto consigliare un archetipo che avesse contro il suddetto un buon match-up e ho montato un accrocchio di UB Alchemy. Il test è consistito in 4 turni all’ultima tappa seguiti dalla top8 finale (3 turni piu top4), per un totale di 9 partite nel migliore dei casi. Nonostante tutto sono stati sufficienti per decretarlo come il mazzo del torneo. Copia-incolla della lista trovata online e pronti a partire.

Voglio brevemente spiegare i motivi che mi hanno condotto a questa scelta così controcorrente rispetto al mio standard generale:

  1. La presenza di Boros Monarca come egemone del formato è una realtà e ritengo sia particolarmente vero in Italia. Quest’ultima affermazione è dovuta sia al successo al recente Paupergeddon Milano, sia a quella che ritengo un’attitudine italica ai mazzi midrange particolarmente noiosi come UW in Modern o MonoB in Pauper. Detto ciò, molti ritengono il match-up giocato ma un po’ a favore di UB, io penso che il vantaggio creato dal mazzo unito alle Counterspell sui pezzi cruciali dell’avversario e alla presenza di rane 5/5 fanno pendere pesantemente l’ago della bilancia dal lato dell’alchimia. Sono uscito vincitore da tre partite su tre giocate, il che non premia il dato per rilevanza statistica ma mi dà la sicurezza necessaria per proporvi questa affermazione forte.
  2. Mi attendevo un meta misto di mazzi molto aggressivi (UW Tribe, Elfi) misto a Midrange come Monarca e come unico controllone Tron. Tutto sommato se l’idea di affrontare Tron non spaventa troppo, sembrava un buon piano avere Gurmag Angler dalla propria parte.
  3. Indipendentemente dal meta, UB è sempre un archetipo molto solido e che può dire la sua in molte situazione incognite. Questo lo rende un’ottima scelta anche al buio, senza troppo doversi proiettare nella testa della gente cercando di intuire le loro strategie.
  4. Giocare control se si pensa di avere un lieve vantaggio sull’avversario è una scelta spesso corretta. In tutta onestà ho sempre ritenuto che gran parte dei giocatori di un Geddon siano in sala per il puro divertimento, senza troppo prestare attenzione alla competitività o alla serietà in ogni singola partita. Più volte mi è capitato di aver di fronte giocatori che col sorriso mi annunciavano nel pre-partita di non aver idea di che carte ci fossero nel proprio mazzo. Seppur la presenza di gente giocosa e solare sia un vantaggio per l’ambiente complessivo, è un fattore che va analizzato e sfruttato a proprio vantaggio. Ovviamente questo non è più valido quando, nelle fasi finali del torneo solitamente, ci si trova ad affrontare gente molto forte e preparata.

Tutto considerato, UB Alchemy sembrava una buona scelta e, come testimoniato dalla top del moltopiùbravodime Luca Rinaldi, si è rivelata una scelta positiva.

Per quanto riguarda la lista giocata vi consiglio di consultare direttamente quella di Luca (che potete trovare qui) in quanto molto simile alla mia ma configurata leggermente meglio per match-up vari. Importante vorrei fare notare la presenza di Evincar’s Justice (1 main 1 side) in quanto auto-win contro Elfi e altri mazzi che si estendono molto sul campo, 1 Thorn of the Black Rose di side per i match di attrito.

Una volta finito di tentare di predire il meta, dedotto che magari UB è il mazzo che potrebbe aiutarci nell’impresa, bisogna fare i conti con la realtà. In questo ci aiuta e non poco l’affiatatissimo duo Nijo-Pecce che hanno sfogliato ben 192 liste manualmente per suddividere e registrare ogni archetipo. Del loro faraonico lavoro potete apprezzare la gustosissima torta (qui) rappresentativa del meta-breakdown. Questo prezioso strumento ci mette faccia a faccia con i numeri che danno un senso ai discorsi da fumetteria tipo “Noo ma chi vuoi che giochi monoU aggro nel 2018?”. Beh, addirittura 4 persone sono stati così alternativi da scegliere tale classico. Come al solito, anche quest’anno, questi dati verranno sviscerati e analizzati fino al midollo cercando di risolvere il formato, o di romperlo. Lascio questo compito a chi ha voglia di divertirsi, ma la mia considerazione è che anche quest’anno sarà molto difficile dirottare completamente il formato senza grandi innesti da parte di set futuri. Boros Monarch è un mazzo troppo buono per non persistere, Tron è un evergreen, gli altri archetipi sono tutti più o meno rappresentati con poche sorprese. Volendo discutere di qualcosa, tanto vale concentrarsi su quest’ultime che risultano sicuramente più intrattenitrici.

Gurmag Angler – YW Tang

Sorpresa n° 1: UW Tribe

Per quanto il mazzo non sia del tutto nuovo, è considerevole il risultato. Sono molto contento che un mazzo così cervellotico e pazzo sia riuscito a spedire ben due piloti in Top8. Ogni formato ha bisogno del suo Combo e questo è la soluzione definitiva a Tron. Probabilmente un match-up molto più vicino al 100-0 che all’equità, spero riesca a scoraggiare chi ha voglia di imbustare terre di Urza. Contrapposto a questo risultato, da notare 2 sole presenze di Blizzet in sala. Evidentemente Tribe ne è un valido rimpiazzo e apparentemente è riuscito a fare quello che l’anno scorso non era riuscito ai giocatori di Kiln Fiend: sconfiggere qualche Monarca.

Sorpresa n°2: Slivers

Metto subito le carte in tavola: non sono assolutamente un fan di questo mazzo. Purtroppo non ho avuto il piacere di giocare contro Alessandro Guerzoni, al quale faccio le mie congratulazioni per l’audacia e il risultato, ma potessi scegliere un mazzo aggressivo sicuramente non opterei per la tribù dei Tramutanti. Occhio comunque a questi pazzerelli, potreste trovarveli contro e c’è da essere pronti. Non sembrano molto intelligenti dalle facce, ma sicuramente sanno come distruggervi se non avete le armi giuste per difendervi!

Sorpresa n° 3: UR Delver

Il premio per il fallimento va sicuramente a Delver of Secrets. Avevo parlato molto bene di te in precendenza, ma mia cara Delver sei stata battuta a questo round. Mi dispiace molto che non sia rappresentata in top8 in quanto ritengo il mazzo molto skill-intensive e quindi il fatto che vinca non può che implicare la vittoria di un buon Magic. Però il secondo mazzo più rappresentato al torneo non dovrebbe deludere così tanto. Probabilmente in cima alla lista dei colpevoli si trovano i soliti sospetti: Boros e Aggro.

Menzione d’onore: Affinity

Mi duole il cuore non aver giocato Affinity. Questo torneo ha dimostrato come le scelte di cuore possono dare soddisfazioni (vedi sorpresa n°2) e probabilmente anche io avrei dovuto dare ascolto all’organo dell’amore. Seppur le zero presenze in top8 (una sola del solito Francini in top 16 mi pare) lascino pensare il contrario, durante il torneo ho osservato i 14 giocatori di Affo sempre ai tavoli alti, con risultati quantomeno positivi immagino. Questo dimostra la resilienza dell’archetipo e la capacità degli aficionados di trovare la configurazione corretta per ogni adattamento del meta.

A questo punto, la fatidica domanda: cosa ci riserva il futuro? Che cambiamenti? Che novità? Dovessi tirare a fare l’indovino risponderei un pacato “Non molto probabilmente, vedremo coi prossimi set”. Sinceramente non vedo come potrebbe mutare un meta pieno di mazzi così solidi, e non capisco nemmeno il perché dovrebbe farlo visti i sempre numerosissimi archetipi e la continua volontà dei giocatori di riproporli. Il pauper è attualmente in un momento mite in cui ognuno può dire la sua, ma senza scuotere interamente il sistema. Inoltre ritengo che la forza specifica delle carte giocate negli archetipi più comuni mista alla varietà dei tali siano fattori di grande smorzamento per disturbi esterni introdotti da nuove carte che potrebbero essere rilasciate in seguito. Nonostante tutto, spero in un imminente terremoto che quantomeno scalfisca i pilastri del formato, dando nuova vitalità a quella che mi sembra l’immagine della bella addormentata nel bosco. Dolce, bella da guardare, ma magari sarebbe ora di svegliarsi!

E’ tutto per questo giovedì, e credo per un po’ col Pauper. Spero l’articolo scritto di getto in aula studio tra zanzare e sonno sia di vostro gradimento e magari di spunto per analisi future. E voi che ne pensate dell’ultimo Paupergeddon? Entusiasti? Tristi perché manca troppo tempo al prossimo? Fateci sapere nei commenti, ogni feedback è prezioso!

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