Paupergeddon 2018: un Report Emotivo by Alessandro Varisano

“Ho pescato solo terre, cazzo!”

Seppur la mia esperienza con Magic è abbastanza recente, ho perso il conto di quante volte io abbia sentito questa frase. Inizio così perché voglio descrivervi la mia esperienza da un punto di vista diverso che da quello ‘classico’ che si focalizza sulle statistiche o sul breakdown del meta di un determinato periodo. L’ottica che ho cercato di abbracciare sin dall’inizio dei miei trascorsi è stata quella del: “E’ pur sempre un gioco di carte”. La gente tende a dimenticare il significato di queste due parole, ‘gioco’ e ‘carte’, il primo perché non dovremmo mai dimenticarci che ci si deve divertire (o perlomeno tentare di farlo) ed il secondo per sottolineare la (pseudo?)casualità delle carte che ci capitano per mano. Partendo da questo presupposto proverò a raccontarvi cosa è per me Magic e cos’è stato il Paupergeddon.

Non voglio dilungarmi troppo nella prima parte, non è un racconto che si discosta molto da quello vissuto da tanti altri; per me è stato il buon Niccolò a dare il via, lui da Pisa ed io in giro tra nord e sud dell’Italia ma sempre accompagnati dalle lunghe e pazientissime sessioni su Cockatrice, finché per una serie di eventi ho ricevuto in regalo proprio da lui il mio primo mazzo ( M O N O N E R O – ndr.) ed il fatto di trovarmi in una grande città come Milano ha aiutato molto la mia voglia di giocare dal vivo. (Ringrazio la community milanese ed in particolare Kosma, la prima per aver creato un’atmosfera davvero molto accogliente ed il secondo per la pazienza di scarrozzarmi ogni settimana in giro per le classiche sessioni di test pomeridiane).

Le premesse della partenza alle volte di Firenze sono queste: una fortissima voglia di rivedere volti amici e la curiosità (non vi nascondo che è stata mista con una robusta dose di ansia pre-torneo) di partecipare AL torneo. Sì perché in questi anni la parola ‘Paupergeddon’ è sempre riecheggiata in molti discorsi, assumendo via via sempre più importanza e ‘rispetto’: 200 persone accomunate dalla voglia di giocare questo formato bistrattato da molti ma apprezzato da altrettanti in tutta Italia. Per quanto mi riguarda, sin dall’inizio non mi sono fatto problemi relativi alla distanza (grazie, Italo), confidando nel fatto di andare e tornare in giornata. Ne approfitto per ringraziare Chiara che nonostante impegnata nelle attività organizzative del torneo, ha trovato il tempo per prendermi e riaccompagnarmi in stazione a Firenze in quello che non fatico a definire uno dei più intensi rollercoaster emotivi degli ultimi tempi.

Ma parliamo un po’ del torneo. Location di Sorgane che io non conoscevo e che mi è piaciuta davvero tanto. C’è chi potrebbe dire “ma erano tavoli e sedie di plastica, ma sei scemo?” ma io rispondo senza vergogna che era l’atmosfera che ha reso (ripeto, per me) piacevolissima la permanenza: ho respirato aria di ‘divertiamoci’. Precisa e puntuale la gestione dei “Titani del Magic” considerando comunque i quasi 200 partecipanti al torneo. Ha aiutato tanto, secondo me, la “autogestione” dei giocatori presenti. Provo a spiegarvi il perché. La competizione non è mancata, per Diana, è pur sempre un torneo! Però, ditemi quello che volete, ma c’era anche molto “volemose bene” che non voglio venga tradotto come per dire “oh ma chissenefrega, i giocatori di pauper sono dei fessi, formato dei poveri, se non hai il set di goyf (scusate la digressione temporale, costavano, un tempo) non sei nessuno, etc”, quanto il voler credere al lato divertimentistico di Magic, cercando di privilegiare la correttezza alla trassata.

Gray Merchant of Asphodel – Robbie Trevino

Il mazzo che ho scelto non poteva essere che uno ed uno solo. Mononero nella sua variante più classica. Sicuramente non è il mazzo definitivo, avrà un miliardo di difetti ma una cosa la fa e la fa bene. Mi diverte. Ti diverte Mononero? Sei una persona orribile. (ndr&cit.)

Non potevo avere battesimo del fuoco migliore. Primo turno, il Maestro. Sin dall’inizio della mia esperienza MtGistica ho spesso sentito in un discorso od in un altro lo stesso nome: Francini. Avevo intenzione di conoscerlo (o perlomeno guardarlo giocare da vicino) per chiedergli informazioni e suggerimenti su come giocare il mazzo che ormai lo contraddistingue. Non potevo chiedere di meglio. Primo game, turno 5 o 6 già a terra c’erano due Frogmite, un Myr Enforcer, due Carapace Forger ed un Gearseeker Serpent. Condite il tutto con una buona dose di grossolani errori miei, 6 paludi a terra e 5 in mano e capirete che i due games sono andati a senso unico. Ma non importa. Mi sto divertendo (dico davvero), sto scambiando due piacevoli parole con Roberto (che mi ha firmato pure gli Atog, lo ringrazio ancora) e sto giocando la lista che ho provato a perfezionare al massimo con Niccolò. Ve l’ho detto, competizione a parte, per me Magic è un gioco. Ovviamente rode anche a me perdere stupidamente come ho fatto più volte, ma ho cercato di privilegiare un altro punto di vista e vi posso assicurare che ne ho assolutamente giovato.

Le partite successive sono state contro Tramutanti (perso 2-1), Affinity (vinto 2-0), Ur BangBang (vinto 2-0), Burn (perso 2-1, che Niccolò mi perdoni, spettatore non pagante di uno spettacolo raccapricciante ed ignobile), RDW (perso 2-1) ed infine MonoW Heroic (perso 2-0). Sicuramente risultati non da vantarsi, ma ho trovato davanti a me sempre giocatori simpaticissimi con cui mi sono permesso di poter parlare della qualunque durante le partite.

Volendo ampliare il discorso, sono straconvinto che il Pauper sia un formato davvero divertente e sufficientemente competitivo (a differenza di quanto leggo spesso), quasi tutti i miei avversari al Geddon hanno rivelato di essere giocatori di modern che si sono avvicinati per la prima volta al Pauper e che hanno trovato diverso ma altrettanto coinvolgente (seppur dettato da tempi di gioco totalmente diversi) il formato. Nonostante gli scarsi risultati ottenuti, è stata una giornata meravigliosa e mi sentirei di consigliare fortemente a tutti di cimentarsi almeno una volta in un torneo del genere.

Chiedo scusa per la banalità dell’esposizione, ma come ho premesso all’inizio, tutto voleva essere meno che un articolo di analisi sui deck o sul comportamento della mia lista.

Detto ciò vorrei passare ai doverosi ringraziamenti:

– Niccolò per la pazienza che ha mostrato e che continua a mostrare quando gli chiedo per l’ennesima volta se posso attivare l’abilità dei ratti della cripta non appena entrano in game;
– Chiara per l’immensa gentilezza, senza di lei non sarei potuto essere presente a questo fantastico evento;
– I ragazzi di Magic Titans che hanno gestito egregiamente tutte le fasi del torneo;
– Last but not least, la mia ragazza e la sua titanica sopportazione alle mie ondate di fanatismo magicchiano.

Un saluto a tutti, grazie per aver letto fino alla fine e stay Pauper!

Alessandro

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