Due Decklists e una Finale by Giovanni Postorino

Salve a tutti amici di Magic Titans, eccomi di nuovo sul blog per parlare di due dei formati da noi preferiti: Modern e Pauper. La scorsa settimana ho avuto la possibilità di partecipare a due tornei molto interessanti e voglio oggi condividere con voi un breve report di entrambi. I tornei in questione sono le finali top 8 rispettivamente della Modern Street League e della Pauper Street League, tornei organizzati dallo staff di Dungeon Street a Pisa. Ogni due mesi infatti, solitamente in corrispondenza dell’uscita (o della prossima uscita) di un’espansione, cominciano queste due leghe che consistono di otto tappe in cui accumulare punti in base al piazzamento (e alla partecipazione). Al termine del numero prestabilito di tappe, i primi 8 giocatori nella graduatoria globale hanno la possibilità di giocare un torneo (formato 8-man più top 4) in cui vincere buoni e bustine offerte gratuitamente dal negozio. Questa è una grande possibilità per i concorrenti più assidui per aggiungere valore extra alle vittorie ottenute nel corso della lega, ma soprattutto per confrontarsi in un torneo dove la competizione è al massimo e ogni partita fa la differenza tra l’eliminazione e il trionfo. Chi mi conosce da più tempo saprà che cerco sempre di sfruttare queste occasioni e che, una volta in competizione, punto solo alla vittoria. Qui potete leggere il mio primissimo articolo sul sito, riguardante proprio una finale Pauper. Date le esperienze personali non posso che consigliare a qualsiasi giocatore che abbia voglia di mettersi in competizione di partecipare a questi tornei dal formato molto coinvolgente e impegnativo.

La prima di queste sfide è stata la top 8 Modern, non il solito lunedì sera insomma. Per quasi tutte le tappe della lega la scelta del mazzo è stata un problema in quanto il Modern è un formato così vasto che mi lascia sempre con molta (troppa) indecisione. Dopo aver sperimentato con altalenante successo vari decks, le ultime due tappe ho deciso di settare una lista di Bant Company che più che performante fosse divertente. Fortunatamente il Modern è anche un formato che premia il divertimento e così, piazzando qualche X-1, riesco a classificarmi quarto per la top. Prontissimo? Assolutamente no. Il meta della top 8 è un campo minato, presentando praticamente solo match ostici per la mia strategia. Supponendo che ogni giocatore avrebbe ripresentato il proprio pet deck alla finale, il meta atteso era:

Deck Match-up (%)
RG Ponza 45-55
BW Eldrazi & Taxes 55-45
Bant Spiriti 40-60
Io 0-100
Tron 35-75
UW Control 40-60
UW Control 40-60
Titanshift 30-70

Non serve un Big Data Analist per comprendere che l’unico mazzo che trovo divertente e che possiedo sarebbe stato facilmente distrutto con ogni probabilità. Un dato interessante da considerare è l’assenza di strategie basate sul cimitero, sia nella top 8 attesa che nella totalità dei mazzi solitamente presenti in negozio. Dato molto strano per il Modern, ma probabilmente da sfruttare. Prima del torneo comincio allora a giocare qualche partita con Dredge, mazzo capace di partenze iper-esplosive e capace di vincere agilmente 4-5 partite di fila per portarci al trofeo. Penso a come definire una Sideboard che mi protegga dalle carte odio che sicuramente avrei dovuto affrontare nel torneo (RIP, Anger of the Gods, Terminus) e ipotizzo nella mia testa ogni possibile scenario. Infine, non giocando a Magic di professione, riconosco di non capirci molto e che in realtà un deck potrebbe valere l’altro. Siamo quindi a lunedì e, non avendo una seconda scelta, scrivo su google BANT COMPANY ARTICLE e trovo questo. È proprio vero che qualsiasi cosa tu sappia fare, c’è sempre un asiatico che la sa fare meglio! In realtà la lista è particolarmente simile alla mia, ma i consigli di carattere generale di un pro sono sempre oro colato, molto più della scelta delle singole carte. Ecco allora le 75 da me presentate al via del torneo:

Bant Company - Giovanni Postorino

Maindeck: (60)
Birds of Paradise
Eternal Witness
Knight of the Reliquary
Selfless Spirit
Noble Hierarch
Knight of Autumn
Scavenging Ooze
Spell Queller
Tireless Tracker
Vendilion Clique
Voice of Resurgence
Collected Company
Path to Exile
Botanical Sanctum
Breeding Pool
Field of Ruin
Flooded Strand
Forest
Gavony Township
Ghost Quarter
Hallowed Fountain
Horizon Canopy
Island
Misty Rainforest
Plains
Temple Garden
Windswept Heath

  (0)
Sideboard: (15)
Reflector Mage
Archangel Avacyn
Knight of Autumn
Stony Silence
Dromoka’s Command
Negate
Unified Will
Gideon, Ally of Zendikar
Ghost Quarter

L’unico cambiamento effettuato rispetto alla lista del pro di Hareruya è l’assenza di Remorseful Cleric in favore della quarta Voice of Resurgence (carta non ottimale, ma non riesco a pensare ad altri drop 2 dello stesso livello) e di un Selfless Spirit che aiuta contro Anger of the Gods e Supreme Verdict. La side è parecchio diversa in quanto non possiedo Jace, the Mind Sculptor e ho preferito giocare carte che ritengo di saper usare piuttosto che tecnologie prese per buone da chi di tecnologia se ne intende sul serio. Inoltre, non vedevo l’ora di schiaffare di nuovo il mio vecchio amico Gideon sul campo di battaglia. Razionalmente penso che di cuore non si vince, ma magari mi sarei divertito lo stesso. Ultima nota: assenza di odio per il cimitero. Non mi aspetto di queste strategie e accetto di perdere dalle mie predizioni errate, pregando che le Scavenging Ooze facciano un po’ di pulizia dai cimiteri.

Non volendo questo articolo essere un primer sull’utilizzo del mazzo (per quello vi rimando all’articolo precedentemente citato) vado ora a descrivere brevemente i match del torneo.

Turno 1: BW Eldrazi & Taxes

Avevo incontrato una sola volta questo mazzo e Niccolò durante la lega, con mio successo per fortuna. Comincia lui in quanto secondo in lega. La prima partita è decisa da un suo mulligan seguito da troppe terre in fila mentre uno Spell Queller fa il lavoro sporco in aria. Notabile Knight of Autumn che distrugge la sua fiala regalandomi il tempo della partita. La seconda partita è più combattuta ma i soliti Knight of Autumn risolvono Fiale e Tidehollowe Sculler, i miei Cavalieri del Reliquario sono più grossi e cattivi di ogni sua creatura di terra, gli Spell Queller sono praticamente imbloccabili una volta rimossi i suoi 3/1 volanti, e tutte queste carte in campo sono possibili grazie a Collected Company che reca troppo vantaggio contro un mazzo fatto per annichilire via 1×1. L’avversario concede quando lancio Avacyn sul campo di battaglia in seguito a un suo attacco.

Turno 2: Titanshift

Il primo classificato, Marco Marroni, sorprende la sala e presenta Titanshift al posto del solito Ponza. Scelta azzeccata a mio avviso, ma verrà sconfitto dai Leonin Arbiter di Niccolò in semifinale. Colui che non lo sconfigge sono io che parto secondo in G1 e sono molto speranzoso dopo un suo mulligan a 5. Il match-up è però così tremendo che Anger of Gods esilia tutto il mio board e le mie speranze. G2 viene scritto da un mio errore in quanto con lui a 5 terre e la sesta in arrivo, avrei dovuto giocare Vendilion Clique alla fine della sua fase di acquisizione per controllare ed eliminare eventuali Titani. Non lo faccio e perdo all’istante. Probabilmente non avrei subito diversa sorte in quanto tutto presupponeva danni letali di Valakut in pochi turni, ma l’errore inaccettabile mi fa andare su tutte le furie con me stesso. Muoio inoltre con un Negate in mano che se fosse stato un Disdainful Stroke (come precedentemente listavo) avrebbe neutralizzato il Titano dandomi una chance.

Turno 3: Tron

Dati i risultati degli altri giocatori, ogni accoppiamento possibile per me sarebbe stato un match sfavorevole (come da pronostico d’altronde). Tra UW control e Tron avrei preferito il primo, ma la sorte era appesa al muro e bisognava conviverci e giocare al meglio per non ripetere inaccettabili errori. La prima partita il mio avversario risolve un Karn di terzo turno (strano eh?) ma la partita di Magic continua (stranamente) in quanto il mio Cavaliere del Reliquario è estremamente incazzato e lo picchia dal secondo turno. Ucciso il primo Karn mi ritrovo a dover compiere una scelta ad alto rischio ma alta ricompensa quando dovrei impiegare il mio Cavaliere del Reliquario per cercare Ghost Quarter o Field of Ruins e rompere il suo trono durante il mantenimento ma decido di rimanere aperto di mana per avere la possibilità di lanciare una Collected Company alla fine del suo turno e cercare danni letali. Questa giocata mi consente di giocare attorno a suoi possibili Ulamog o Ugin, ma perde da Wurmcoil Engine. L’esito è positivo in quanto nel suo quinto turno il mio avversario (Marco Di Grazia) appoggia un Karn e una mappa, rimuovendo una mia creatura dal campo di battaglia ma morendo dalle due creature trovate dalla Company in EOT. La seconda partita è uno spettacolo gestito da Knight of Autumn e Spell Queller che risolvono ogni suo modo di cercare tron aprendo la strada per Knight of the Reliquary che è bello grosso grazie ai Field of Ruins e Ghost Quarter che lui stesso mi ha aiutato a cercare. Nota: amo Knight of Autumn che mi regala l’accesso alla top4.

Mentre sbaragliavo ogni pronostico, al tavolo 1 due Titanshift pattano per primo e secondo posto e BW Eldrazi & Taxes sbaraglia UW Control. La finale sembra un miraggio.

Semifinale: Titanshift

Stavolta gioco contro Filippo Benedetti, ma il mazzo è lo stesso del secondo turno e io ho ancora meno speranze. Ciò che è al massimo storico è invece la concentrazione, non volendo ripetere fatalità. La prima partita va facilmente a suo vantaggio grazie a dei Titani super veloci. Nulla da fare e il mio piede destro è già nella fossa. La semifinale parallela finisce molto velocemente e tutti in sala si raggruppano attorno al nostro tavolo per vedere gli sviluppi. Non smetterò mai di professare la dottrina del silenzio quando si osserva una partita, e probabilmente sarà sempre fiato al vento, ma risulta veramente difficile concentrarsi con la folla attorno che commenta il match. Specialmente se si sentono chiari riferimenti alle giocate e che potrebbero inficiare il match. Scusate per la digressione, è dovuta. La seconda partita parte bene per me ed apparentemente anche per il mio avversario che riesce a rampare agilmente ma che non trova vantaggio dalle terre accumulate quando Spell Queller neutralizza il suo primo Patto dell’Evocatore e Negate il secondo. Nota: Disdainful Stroke sarebbe stato più utile anche in questa situazione in quanto avrebbe comunque risolto Titano ma togliendone una copia dal mazzo dell’avversario che però avrebbe perso tempo e risorse nel dover pagare il costo del patto. 1-1 e palla al centro, parte Filippo che comincia con un sorriso come suo solito. Il piano scelto da lui per la partita coinvolge Tireless Tracker e vari Obstinate Baloth che gli regalano vite ma non tempo effettivo in quanto due mie Voice of Resurgence tengono il campo di battaglia in stallo. Da ciò ottengo le pescate necessarie per trovare Company e i miei amati Cavalieri del Reliquario che risolvono due delle sue Valakut per poi passare all’attacco. La partita risulta essere estremamente lunga ma so di averla in pugno quando mi ritrovo in mano due Spell Queller e due Negate e il dominio sul terreno. Dopo qualche chump-block, Filippo tenta due volte la combo con Scapeshift e si rassegna ai miei counter. La sfida va a mio favore con un mix di fortuna e, in tutta onestà voglio ammetterlo, abilità.

Finale: BW Eldrazi & Taxes

All’inizio del torneo ritenevo il match, per inesperienza, molto difficile. Tutt’ora credo che una lista particolarmente settata contro archetipi come il mio e magari con Lingering Souls possa essere difficile da battere. Stando ai risultati personali però, mi accingo al match convinto di potercela fare. La prima partita è una fotocopia del primo turno del torneo e le mie creature, più grosse e arrabbiate, si impongono sulle sue. Collected Company svolge egregiamente il suo lavoro regalandomi tutto il necessario (essenzialmente Knight of Autumn, Spell Queller e Knight of the Reliquary). La seconda partita tengo una mano con due terre, zero acceleratori di mana, una sola giocata a due. Facendo due conti velocemente a mente ritengo di poter tenere, analizzando meglio la situazione da un punto di vista statistico ho il 15% di pescare un drop a uno alla prima pescata, il 28% entro la seconda e il 76.7% di pescare una terra qualsiasi entro il terzo turno. La matematica mi suggerisce di avere ragioni sufficienti per poter tenere la mano e scrivo qui queste riflessioni in quanto un problema analogo ricorre consistentemente in un mazzo con 8 Birds of Paradise e 15 giocate a cc3. Tuttavia, la matematica va adattata al modello della realtà e, col senno di poi, un mulligan sull’ 1-0 in un match favorevole non è impensabile. Ovviamente avete capito il finale della storia, perdo la partita vedendo la terza terra quando il board è già compromesso. Morale della favola, vincere una partita il 76.7% delle volte vuol dire che la si perde praticamente una volta ogni quattro (molto semplicisticamente parlando). Per fortuna ogni round prevede tre partite e la terza di questa serie si conclude con la faccia stupefatta del mio avversario quando Knight of the Reliquary cerca una Gavony Township dal mio mazzo che salva Spell Queller dal -3/-3 imposto dal suo Wasteland Strangler e spinge i danni letali il turno successivo. Handshake, congratulazioni reciproche per 3 belle partite di Magic e due ottimi risultati portati a casa, primo torneo vinto in settimana per me.

Estremamente galvanizzato dalla finale vinta e dalle ultime tre partite giocate ad alto livello, la mattina seguente ho già la testa al prossimo torneo. Giovedì si gioca Pauper! Piccola contestualizzazione: ultimamente non ho giocato molto Pauper, preferendo il Modern ed altri impegni ad esso. Qui la scelta del mazzo è più semplice. Non volendo giocare Affinity e avendo solo UB Alchemy come altra scelta tra i mazzi giocati di recente, opto per il control che mi ha dato maggiori risultati durante le poche tappe di lega affrontate. Sono terzo in classifica generale, ma poco conta ai fini delle partite in quanto il meta si prospetta pieno di match-up di attrito. Cercherò di essere più sintetico rispetto alla porzione modern, presentandovi la lista e un breve racconto del torneo.

UB Alchemy - Giovanni Postorino

Maindeck: (60)
Augur of Bolas
Gurmag Angler
Mulldrifter
Counterspell
Deprive
Diabolic Edict
Disfigure
Doom Blade
Echoing Decay
Forbidden Alchemy
Soul Manipulation
Bojuka Bog
Dimir Aqueduct
Dimir Guildgate
Dismal Backwater
Island
Radiant Fountain
Swamp
Chainer’s Edict
Evincar’s Justice
Preordain
Probe
Sideboard: (15)
Nihil Spellbomb
Stormbound Geist
Dispel
Doom Blade
Diabolic Edict
Evincar’s Justice
Duress
Shrivel

Gurmag Angler – YW Tang

Turno 1: MonoB control

Giocando poco Pauper non ho avuto occasione di provare l’incontro. So solo che ha delle carte come Gray Merchant of Asphodel con Counterspell scritto sopra, che le mie Doom Blade non fanno nulla, contrariamente ai suoi editti, e che odio Chittering Rats, specialmente se manco la terra di turno. Fortunatamente la prima partita viene caratterizzata dalla mancata terza terra per il mio avversario, nonostante vari effetti Sign in Blood. Riesco a giocare una Gurmag Angler (che per praticità chiamerò rana da ora in poi) affiancata da un Augur of Bolas per non morire da editto, e vincere la partita dopo qualche counter ben piazzato. La seconda partita è più lunga della prima in quanto il mio avversario riesce a fare ciò per il quale il mazzo è disegnato, ma i miei counter sui suoi pezzi giusti riescono a portare la partita a casa. In particolare, come suggerito dal carissimo (e tristemente assente) Niccolò Peccetti, un modo efficace per risolvere Gray Merchant of Asphodel è Diabolic Edict una volta Sfigurate tutte le altre creaturine.

Turno 2: UR combo (aka Blizzet)

Gioco contro il mio socio, Andrea, e so già che lui gioca meno creature di quante rimozioni io abbia a disposizione. Mi sento confidente di potercela fare. Entrambe le partite girano attorno ai miei Chainer’s Edict, carta alla quale lui non ha risposta tra main e side. Avendo giocato abbastanza il match-up posso affermare con discreta sicurezza che la chiave sta nel dare priorità a Kiln Fiend e Nivix Cyclop, subendo qualche danno da Insectile Aberration. È inoltre importante utilizzare le rimozioni nel proprio turno quando possibile, in modo tale da non fornire buff gratuiti alle sue creature. In quest’ultima osservazione bisogna considerare ovviamente il conteggio delle carte in mano dell’avversario e figurarsi vari scenari in cui è possibile perdere, ma questo sta al caso specifico mentre il consiglio che vi do ha carattere generale. Tornando al match, vinco 2-0 con partite fotocopia in cui riesco a risolvere ogni suo pezzo di combo, uccidendo Delver con le risorse rimaste e “flippando” la partita. Brutti giochi di parole a parte, nota: Vapor Snag è noioso su rana ma compra solo del tempo, generalmente non è problematico. Ciò che è problematico è non ricordarsi di Daze che non è possibile pagare con il costo di Delve.

Turno 3: Elfi

Patta intenzionale. Siamo entrambi 2-0 e non ho proprio voglia di perdere e trovarmi quarto, in più una patta garantisce di giocare una semifinale contro uno tra Blizzet, Mirror o UW Tribe, 2 match favorevolissimi e uno 50-50 (45 considerando che l’avversario ha più esperienza di me). Il risultato delle semifinali è che il buon Andrea riesce a imporsi sull’ UW Tribe pilotato da Borghi e dovrà nuovamente scontrarsi contro me.

Semifinale: Blizzet

La prima partita il mio avversario mette il turbo e mi devasta di quarto turno, mentre io ancora cerco il mana nero stappato per pensare al futuro. Il mazzo, che di base è molto solido e consistente, mostra subito la sua debolezza principale: sé stesso. La seconda partita è un classico. Riesco a gestire con vari editti e Doom Blade le sue prime ondate e un provvidenziale Probe mi permette di scartare le sue ultime due carte in mano. Riesco a lanciare con successo una Counterspell quando mi propone un Gush per rifocillare la mano e da qui alla fine della partita l’unica magia che riesce a risolvere o che non viene polverizzata appena toccato terra è il suo Daze quando mi tappo del tutto per proporre una rana. Ricordatevi di Daze, è veramente imbarazzante trovarsi nella situazione. La terza partita è quella decisiva. Apro una mano con due isole, un Preordain, rimozioni nere e una Counterspell. Sono di pescata e, considerando il cantrip, ho 6 pescate per vedere una terra nera (anche tappata) entro il terzo turno (questo senza considerare ulteriori cantrip). Considerando le mie 13 di fonti di mana nero stimo mentalmente un grossolano 80% di trovare una fonte di esso e tengo la mano. Questo non mi assicura di vincere la partita una volta vista la terra nera, specialmente se tappata e di fronte a una sua partenza lampo, ma ritengo sia di gran lunga meglio dell’ipotesi di mulligare una mano ottima. Riesco a tenere duro e tra Counterspell e Augure di Bolas tiro la partita il più possibile, ma il mana nero non si presenta fino almeno il sesto turno. La situazione a quel punto è che sono costretto ad uccidere un Insectile Aberration troppo fastidioso e Andrea mi propone Kiln Fiend. Il turno seguente al mio, nel quale ho appoggiato una rana parante rimanendo con un Dispel solitario in mano, lui comincia a contare le magie dirigendo una Pyroblast sul suo stesso Kiln Fiend. Questo può significare solo che è protetto da almeno un secondo counter. Mutagenic Growth e Temur Battle Rage fanno salire il conteggio a tre magie che, considerando le mie 22 vite meno i 5 danni parati dalla rana mi portano a 3 vite. Decido quindi di non lanciare Editto Diabolico per evitare Dispel e morte istantanea. Stappo e vendico la prima rana della partita, arrivo a 4 vite con una Dismal Backwater che mi porta fuori range di Fulmine, gioco una serie di Augure di Bolas per trovare risposte alle sue nuove minacce. Questi ultimi si rivelano veramente poco amichevoli mancando una volta su due il colpo. Proseguendo la partita riesco a giocare una seconda rana, che viene rimbalzata da un suo Vapor Snag, riportandomi a 3 vite. Il turno seguente gioco terra, rana per il costo pieno e invoco un Fulmine dalla cima del mazzo di Andrea, che da buon amico lo rivela “from the top” e pone fine a una partita ripresa ma non troppo.

Il torneo si conclude con l’ottimo Elia Bruè vittorioso su Andrea, che non riesce nell’impresa di vincere un torneo di soli match-up negativi. Alla fine del torneo stiliamo giù la matematica con Elia ed effettivamente la fatidica mano all’ultimo match di semifinale era un keep avendo addirittura l’83% di pescare una terra nera entro il terzo turno. Questo mi rincuora ed Elia, giocatore più esperto di me dell’archetipo, aggiunge che era senza ombra di dubbio un keep da “rischiare”. Vorrei esplicitare un’ultima nota su UB Alchemy. Il mazzo risulta essere incredibilmente performante e divertente anche per chi, come me, non è appassionato di control. I suoi match-up negativi sono essenzialmente due: Tron e sé stesso. Per sé stesso non intendo il Mirror, ma effettivamente il perdere partite senza fare nulla per l’incapacità di incastrare bene fonti di mana e risposte a ciò che propone l’avversario. Questo è probabilmente un paradigma dei control, ma è enfatizzato in un deck dove, stando alle liste “classiche”, 9 terre su 22 entrano tappate, 3 richiedono di riprendere una terra in mano (precludendo la possibilità di fare counter se è prioritario giocare terra), una è incolore e poco produttiva in quanto i due punti vita guadagnati sono generalmente controbilanciati da diversi danni subiti nell’assenza del giusto colore. Date queste problematiche del mazzo sto cercando di sperimentarne nuove versioni che possano renderlo più consistente, sacrificando qualche punto di forza contro deck specifici per migliorare l’armonia generale del deck. Se anche voi siete amanti dell’archetipo, vi invito a scrivere il vostro parere nei commenti, o contattarmi per discussioni costruttive.

Concludo questo report che si è dilungato più del previsto invitandovi alle tappe delle leghe organizzate da Dungeon Street.

Siate costruttivi nei commenti se l’articolo vi è piaciuto o se avete opinioni da condividere.

Un saluto, al prossimo articolo su Magic Titans!

Giovanni

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